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Riflessioni sullo stato vegetativo
Scrivo questi pensieri in un momento in cui  la precarietà nella vita dell’uomo si manifesta  in tutta la sua prevaricante presenza, conflitti, guerre, competizioni di ogni sorta, violenze e soprusi ci dicono che il rispetto per la vita, l’amore per la vita, la gioia profonda di essere vivi sembra non far più parte delle emozioni umane.

La cultura della sopraffazione, l’attenzione agli aspetti materiali dell’esistenza, la cura ossessiva del solo aspetto fisico ha separato l’uomo dalla sua vera identità fatta di corpo e spirito privandolo  della propria origine, della sua vera unione, condannandolo a soffrire le tensioni della separazione dal proprio Sé superiore.

 

 
   
 
 
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